NORBERTO BOBBIO, MAESTRO DI FUGA DAGLI SCHEMATISMI IDEOLOGICI E DAI MANICHEISMI SETTARI

Primo Chiostro – In collaborazione con Centro Pannunzio – Dibattiti e Incontri

Relatori: Dino Cofrancesco, Gianni Oliva, Pier Franco Quaglieni, moderatore Francesco Cevasco

Norberto Bobbio, senatore a vita, massimo teorico del diritto e grande filosofo della politica, è stato uno dei pensatori italiani più importanti del secolo scorso, paragonabile a Sartre, ad Aron, a Popper, a Russell. Insieme al Centro Pannunzio lo ricordiamo nel decennale della sua morte. Lo faremo traendo spunto, in particolare, da una sua esortazione a mantenere vivi “i frutti più sani della tradizione intellettuale europea. L’inquietudine per la ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose”.


Francesco Cevasco, genovese, giornalista del Corriere della Sera, un po’ inquieto e irrequieto lo è pure lui, anche se non sembra. Lo dimostrano i febbrili cambiamenti di giornali: Secolo XIX, Corriere d’Informazione, Il Lavoro, Amica, L’Europeo, Eva, La Stampa, Il Corriere della Sera. Una vaga forma di perversione professionale lo ha portato a lavorare anche in due settimanali femminili. Dopo anni di esperienza ha trovato una certa serenità: ora è inquieto soltanto alla vigilia delle partite della Sampdoria


Dino Cofrancesco, professore ordinario di storia del pensiero politico all’Università di Genova dopo aver insegnato Storia delle dottrine politiche nelle Facoltà di Scienze Politiche di Trieste e di Pisa. Si considera molto fortunato per aver incontrato, nel corso degli anni, ed essere diventato amico di studiosi del calibro di Anna Maria Battista, Norberto Bobbio, Guido Calogero, Renzo De Felice, Augusto Del Noce, Luigi Firpo, Mario Stoppino. All’attività accademica, negli anni scorsi, ha alternato una intensa collaborazione a quotidiani come il Corriere della Sera il Secolo XIX e a riviste d’area (di destra e di sinistra) come Liberal (su Liberal mensile ha curato la rubrica cinematografica), Ideazione, Democrazia e Diritto.


Gianni Oliva storico, ha ricoperto importanti incarichi politici ed amministrativi. Studioso del Novecento, da anni si occupa degli argomenti meno indagati della storia nazionale recente. Da Mondadori ha pubblicato, fra gli altri, La resa dei conti, Umberto II, Foibe, Storia dei carabinieri, Duchi d’Aosta, Le tre Italie del 1943, L’alibi delle Resistenza, Profughi, la nuova edizione di Storia degli Alpini, «Si ammazza troppo poco», Soldati e ufficiali, Esuli, Un regno che è stato grande. Sii sforza di scrivere libri “leggibili”: non i saggi per addetti ai lavori, dove in ogni pagina ci sono tre righe di testo e 25 righe di note, ma saggi fruibili, dove il rigore scientifico si intreccia con la chiarezza divulgativa.


Pier Franco Quaglieni, nato a Torino, laureato a Torino in Scienze storiche alla scuola di Franco Venturi e Alessandro Galante Garrone, è giornalista, docente e saggista di storia risorgimentale e contemporanea. È autore di parecchie migliaia di articoli e saggi pubblicati su quotidiani e riviste. È Medaglia d’oro di I classe della scuola e della cultura e per i suoi meriti culturali è stato nominato dal Presidente Scalfaro motu proprio cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica. Presidente fondatore del Centro “Pannunzio” ha partecipato giovanissimo alla creazione del Centro nel 1968 a fianco di Arrigo Olivetti e Mario Soldati. È vincitore di molti Premi tra i quali risaltano il “Voltaire” e il “Cavour Italia”.
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