ALITO ITALICO – 150

di Bardo Del Codice

Il Financial Times fa riferimento ai festeggiamenti imminenti in Italia approfittando per sparare a zero contro di noi (che oggi è come sparare sulla Croce Rossa).

La terna di elementi con cui ci apostrofano non è più “mamma, pizza e mandolino” ma “aglio, promiscuità e musica”.

È sport comune quello di denigrare gli abitanti di altri Paesi; e la satira è uno tra gli sport meno praticati ma più liberi e democratici tra quelli esistenti quindi non bisogna mai prendere certe affermazioni sul serio.

Ridiamoci sopra.

Però…

…da italiano inquieto – che a giorni festeggerà l’anniversario – posso comprendere la promiscuità (ahinoi) e la musica (ahimé).

Ma l’aglio?

Di certo l’aglio è un ingrediente indispensabile per la nostra cucina ma l’uomo italico non ha l’alito pestilenziale più di un lord londinese o di uno studente di Oxford né tantomeno di un pescatore del Galles o di un distillatore di whisky scozzese.

Nella classifica mondiale di consumatori di aglio non siamo più avanti rispetto al consumo di prezzemolo o pomodoro.

E allora?

Allora agli inglesi diciamo in coro: curry, inibizione e freccette!

Suonate pure le vostre trombe!

Noi suoneremo le nostre campane!

Da Predoi a Ispica viva l’Italia!

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